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Istituto Comprensivo Statale di ASOLO. |


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SENTIERO NATURA Aspetti geologici dell'Asolano |
| 200 milioni di anni fa,nella zona asolana,
si estendeva un mare profondo con qualche isoletta emergente verso nord.
Durante 130 milioni di anni si depositarono sul fondo di questo mare detriti
organici formando una serie di strati di 1400m di spessore di composizione
calcarea (carbonato di calcio CaCO3). Questo significa che il
mare era piuttosto profondo.
65-70 milioni di anni fa, anche nell' asolano si cominciarono ad avvertire i movimenti delle masse continentali, già avviati nell' era precedente, che portarono all'innalzamento della catena alpina. L'area asolana, eccetto il Grappa, era ancora sommersa dal mare, ma gli strati, sotto l'azione di forti pressioni orizzontali e di forze verticali (bradisismo) si sollevarono, si incurvarono, si spezzarono e si accavallarono uno sull' altro, dando origine a colline e montagne. Ma 25 milioni di anni fa, uno sprofondamento lento fa sì che il mare ricopra ancora quest'area. Si tratta però di un mare poco profondo; infatti le attuali pendici meridionali delle file di colline che da Paderno arrivano fino al Piave sono costituite da sabbie grossolane di spiaggia cementale (1). Questi strati possono avere uno spessore che va da 30m a 210m. Tra 19,5 e 15 milioni di anni fa, la zona sprofonda ancora e piuttosto velocemente. Si depositano quindi alternanze irregolari di argille e sabbie, caratteristiche di un mare un po' più profondo (1). Attualmente questi sedimenti cementati sono visibili a Nord della fila di colline di Onigo, Col Maor e Cà Merli. Tra 11,5 e 7 milioni di anni fa, il territorio si solleva, infatti se si analizzano gli strati delle pendici settentrionali del Monte Fagarè, del Colle Mostaccin, del Colle Piumaella e del Colle Giustina di Asolo, si riscontra il passaggio da argille a sabbie a ciottoli di provenienza alpina, spesso in dimensioni anche notevoli (1). In epoca più recente troviamo rocce piuttosto eterogenee:i conglomerati a lenti di lignite (2), associati talvolta a conchiglie di gasteropoti (3). Il Montericco, colle su cui sorge la Rocca di Asolo, è costituito da rocce conglomeratiche; la sua morfologia arrotondata, così come quella degli altri colli asolani e cornudesi, è conseguenza esclusiva dell' azione erosiva degli eventi metorici su un substrato litoloogico piuttosto tenero (4). Nell'era quaternaria, che inizia circa 2 milioni di anni fa, si verifica un fenomeno nuovo,dovuto forse ad un aumento di umidità o ad una diminuzione di temperatura: le alpi si coprono di nevi, si ammantano di immensi ghiacciai. Anche il Grappa diventa, pare, sede di un ghiacciaio che ostruisce le valli del Brenta e del Piave fino allo sbocco della pianura. In epoca attuale, i versanti settentrionali delle colline asolane, costituisce, come già detto, da rocce tenere (argille e sabbie), sono molti ripidi, piuttosto umidi e freddi per gran parte dell'anno: non sono quindi adatti né all'agricoltura, né all'insediamento stabile di nuclei abitanti. Per contro, i versanti meridionali sono meno inclinati, più soleggiati, con substrato proporzionalmente più resistente all'azione degli eventi meteorici, quindi si rivelano confortevoli e redditizi per le attività umane, specie in vicinanza di sorgenti o polle d'acqua, come testimoniano i resti delle varie età della pietra, nonché quelli delle epoche paleoveneta, romana, medievale e moderna. (1) Le rocce sedimentarie clastiche, (cioè costituite da frammenti o granuli cementeti insieme per lento processo naturale) Le rocce sedimentarie clastiche si formano per la deposizione su terre emerse o sul fondo di bacini acquei, di materiali di varie origine (inorganica o organica). La parte inorganica è in genere costituita da frammenti di rocce disgregate e trasportate dai fiumi o dai ghiacciai. Nella classificazione di queste rocce si tiene conto della dimensione dei granuli, che attesta l'ambiente in cui si sono depositati. Se i granuli sono di diametro superiore ai 2 mm e sono arrotondati si parla di conglomerati che derivano dalla lenta cementazione di ghiaie depositate dai fiumi nel loro letto. Se i granuli sono di diametro inferiore a 2 e 1/16 di millimetro, si parla di arenarie che sono delle sabbie cementate riferibili ad ambienti vicini alla linea di costa. Se i granuli sono di diametro inferiore a 1/16 di millimetro, si tratta di argille e sono caratteristici depositi che si formano in bacini con profondità variabili da qualche metro fino a migliaia di metri di profondità. Nelle zone marine si passa quindi da zone litorali a zone di mare più aperto ricche di resti di conchiglie e altri organismi, fino a zone pelagiche (zone di mare profondo lontane dalla costa) dove si possono avere la deposizione di argille molto fini e calcari. (2) Le zone continentali vicine alla costa, possono essere ricche di vegetazione e se subiscono alluvioni e ingressioni marine, cioè se il mare le sommerge, il materiale organico costituito da piante e arbusti, viene sommerso. Con il tempo altri sedimenti possono depositarsi sopra questi accumoli che diventano con la pressione soprastante, depositi lentiformi di ligniti. (3) Gasteropodi La più numerosa classe di molluschi (più di 30.000 specie, terrestri o acquatiche), forniti o no di conchiglia, caratterizzati da un'espansione carnosa che in molte specie è organo di movimento (per es. nella lumaca e nella chiocciola). (4) I rilievi vengono modellati dall'azione erosiva d'agenti esogeni quali l'acqua, il vento e il ghiaccio. |