L'OCCUPAZIONE DELLA TERRA FERMA

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Nel 1345 il Maggior Consiglio abrogò la legge che di settant'anni vietava ai Veneziani l'acquisto di terreni in terraferma. Tale possesso era ritenuto pericoloso per la sicurezza di Venezia, in quanto i proprietari di tali terreni avrebbero potuto subire ricatti o essere corrotti da signori come gli Scaligeri o i Carraresi, che in tal modo potevano influenzare la politica veneziana. A partire da questa data quindi, l'occupazione veneziana dell'entroterra aumentò rapidamente. 

La conquista veneziana dell'entroterra avvenne prevalentemente senza spargimento di sangue. Erano le città che si ponevano volontariamente sotto la protezione della Serenissima per sottrarsi al dominio ben più tirannico di altre signorie. Lo stato veneto "da terra" aveva  una struttura di protettorato federativo, diversamente dal "dogato" lagunare e dallo "stato da mar", ove la Serenissima esercitava i diritti di possesso e di conquista.

LA SVOLTA: LA CRISI NEI COMMERCI.

Venezia divenne sempre più ricca e più potente.Nel 1453 però, cominciò la crisi. In quell'anno i Turchi, con la conquista di Bisanzio, instaurarono il loro predominio sul Mediterraneo orientale, ostacolando seriamente il commercio veneziano.La situazione si aggravò nel secoloXVI, dopo la scoperta di nuove rotte marittime per l'India e per l'America che comportarono lo spostamento dei traffici commerciali dal Mediterraneo all'Atlantico.

Ad aggravare ulteriormente la situazione ci fu anche la guerra persa nel 1509, ad Agnadello contro la Lega di Cambrai composta da Francia, Impero e tutti gli Stati italiani che volevano contrastrare l'espansionismo veneziano. Il ruolo di potenza europea era ormai tramontato per Venezia...