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 IL GIARDINO UMANISTICO

I primi giardini veneti, sorti verso la metà del Quattrocento, hanno ancora le caratteristiche dell' hortus conclusus          medioevale, come quello sono dei brevi spazi, circondate da mura e situati vicino alla villa di cui costituiscono quasi un   prolungamento. All'interno vi erano fiori e alberi da frutto, allevati a spalliera lungo i  muri o  per dare ombra ai sentieri. Questi "verziere" che sopravviveranno  come luogo destinato alla coltivazione di alberi da frutto. Lionello Puppi (1980) vide nell'apertura di logge a pianterreno e al primo piano della dimora umanistica, una consuetudine veneziana per godere dall'interno la vista dell'esterno. Si viene a creare ora un'asse prospettico dal loggiato fino all'esterno del giardino non solo con architetture verdi ma anche con vere e proprie costruzioni come i grandi portali in pietra. Nel 1505, negli  "Asolani"  il Bembo descrive un giardino cinto da un muro e diviso in quattro dall'incrocio di un pergolato. Il muro era coperto di alloro che era portato in modo da creare una copertura a botte sul vialetto perimetrale. Vi erano inoltre siepi di bosso e una fontana .

 IL GIARDINO DAL CINQUECENTO AL SETTECENTO

Se nel quattrocento l'architettura del giardino era realizzata con siepi potate e con pergole coperte di viti o di edere, dal Cinquecento si  afferma sempre più 1' architettura vera e propria di pietra e mattoni assieme alla scultura. Vi ritroviamo fontane con giochi d'acqua, gruppi  scultonei, peschiere, torrette e labirinti, archi, colonne, gradinate e cancellate in rapporto armonioso con il paesaggio naturale.

 IL GIARDINO TRA SETTECENTO E OTTOCENTO

Verso la fine del settecento si diffuse nel Veneto il gusto per il giardino all'inglese, irregolare e pittoresco. Alla regolarità geometrica e alla simmetria si sostituiscono l'irregolarità e un ben calcolato disordine, con la comparsa di scene sempre nuove e diverse, per cui troviamo finte collinette, piccoli laghi, tempietti classici o edifici neogotici finite rovine o pagode di sapore orientale; alle fontane con i giochi d'acqua si sostituiscono ora  ruscelli,  cascatelle sorgenti, all'arte  topiaria regolare ed ordinata fuori, cespugli ed alberi sparsi.