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Architettura della villa Veneta |
LA STORIA Questa
villa appartenne alla nobile e famosa famiglia veneziana dei
Falier, che figuravano come grossi proprietari nei registri dell'estimo
asolano già nel Quattrocento. Giovanni e Marcantonio Falier
furono Podestà della nostra città rispettivamente
nel 1510 e nel 1578 quando già c'era il primo nucleo dell0'
attuale villa che fu sicuramente rimaneggiata nel Seicento, come
dimostra la parte del corpo centrale. con sopraelevatura a timpano.
Un secolo più tardi, il senatore Giovanni Falier, fece
ristrutturare la villa, probabilmente dall'architetto veneziano
Giorgio Massari,allievo di Longhena. Di Massari sappiamo di certezza
che ha costruito la barchessa e la chiesetta della villa. La
villa venne dotata a levante di una nuova ala di aspetto imponente.
I lavori richiesero più di vent'anni di lavoro e terminarono
attorno al 1768. IL SECOLO Le ville del Seicento e del Settecento tendono a diventare più ampie e decorate, soprattutto con preziosi stucchi. La loro struttura si sviluppa in larghezza per mezzo di ali e barchesse ed in altezza con il terzo piano nella gronda o al di sopra di questa, tendono a concentrarsi nella sezione mediana che viene valorizzata. Sia nelle dimensioni architettoniche che nelle decorazioni pittoriche e scultoree predomina sempre più il gusto esuberante e ridondante del barocco.(foto a pag. 135 di Canova ) ARCHITETTURA La Villa è un grande edificio di aspetto seicentesco, di tre piani, a pianta rettangolare allungata che nella nuova ala di levante conobbe un rimaneggiamento successivo, nel Settecento, forse ad opera dell'architetto veneziano Giorgio Massari, che comunque lavoro presso la Villa per costruirvi l'oratorio e l'ariosa barchessa a ponente. Notevolmente mosso il settore centrale. Motivo verticale formato dal portone bugnato d'accesso, dalle soprastanti tre aperture a serlina di cui la più alta è aperta nella sopraelevazione a timpano della facciata. Il balcone centrale di ogni serlina è sempre arricchito da un poggiolo in pietra. Nel salone al pianterreno si ammiravano le due statue di Orfeo ed Euridice, le due prime opere di Canova, che gli diedero subito la notorietà e che ora si trovano al Museo Correr a Venezia. Vari stucchi ornano le sale e le stanze secondo la moda del Settecento La Villa è circondata da un vasto parco di conifere secolari, attraversato al centro da un viale ai cui lati si allineavano alcune graziose statue dei Torretti maestri del Canova. Oggi anche queste statue non ci sono più. ANNESSI La barchessa è un'agile costruzione perpendicolare alla facciata della villa. La parte più vicina ad essa era adibita ad uso di foresteria ed ha un bel prospetto di ordine dorico con fori che si alternano in forme diverse e soprastanti oculi Nella parte meridionale alto porticato su pilastri. Nella parete laterale che dà sulla strada, si apprezza la scelta delle finestre binate che contribuisce molto ad alleggerire, riempiendola, la vasta superficie muraria. La chiesetta pure del Massari, è a pianta rettangolare e prospetto palladiano con un campaniletto di forma originale. CURIOSITA' La villa Falier deve la sua fama al nome di Antonio Canova che qui veniva da fanciullo. Quando il nobile Giovanni Falier attorno alla metà del Settecento decise di ristrutturare la villa, la costruzione della barchessa, della chiesetta, della nuova ala a levante, nonché la sistemazione delle 15 statue che la ornavano, richiesero il lavoro di varie maestranze: l'architetto Massari, gli scultori Torretto e Bernardi e come capomastro, il nonno di Antonio Canova. Il piccolo Canova, accompagnando il nonno conobbe gli scultori Torretto e Bernardi e divenne loro allievo. |
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