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storia di Asolo |
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In allestimento |
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Architettura della villa Veneta |
Ogni famiglia nobiliare aveva un palazzo a Venezia ma anche due
o tre, perfino dieci ville in Terraferma. La famiglia Contarini,
nei suoi diversi rami, aveva ben diciotto ville, una delle quali
appunto ad Asolo. L'edificio è importante perché
è uno dei pochi nel Veneto a conservare una testimonianza
della facciata aff escta molto in uso a Venezia. Michelangelo
ebbe a dire che tutta la città di Venezia era "una
bella pittura" per la consuetudine di decorare esternamente
le facciate delle ville. Nel Cinquecento l'uso della facciata
affrescata si diffonde anche in Terraferma, dapprima nel più
vicino ambito territoriale lagunare e poi nell'area nord-ovest
del Trevigiano, dove ne abbiamo due esempi: il Barco della Regina
Canaro ad Altivole e la Villa Contarini ad Asolo. Esaminiamo un po' da vicino la Villa che è della seconda metà del Cinquecento (fu iniziata nel 1558). Considerati i tempi, la sua tipologia è abbastanza ricca: due piani con sottotetto e facciata decorata. L'edificio è a pianta rettangolare e, per la forma, più che una villa ricorda un vero e proprio palazzo: l'enorme fronte misura ben 11 assi allineati simmetricamente. Esternamente l'edificio presenta un paramento murario estremamente semplice, che si distingue per la parsimonia di abbellimenti architettonici. L'architettura non ha membrature vigorose, ma si limita al ritmo dei fori aperti sulla parete, tutti rettangolari, anche nella sezione mediana, dove il salone al piano nobile è evidenziato all'esterno solo da una porta con balaustra di ferro. Manca qualsiasi aggetto e il motivo del tempio trova un'eco soltanto nel timpano, che è posto sopra la gronda, senza alcun rapporto con la base ed è sormontato da tre statue sugli acroteri. La semplicità ed essenzialità delle superfici murarie suggeriscono un parallelo con quelle delle prime ville palladiane, soprattutto della Villa Zeno (Soranzo Scotti) di Cessalto di Treviso. Gli affreschi, che moltiplicano illusionisticamente i vuoti della facciata, sono del Bresciano Lattanzio Gambara (1530-1574). I motivi ornamentali e quadraturistici (mezzi pilastri, colonne, figure in monocromo delle virtù) si sono meno conservati, mentre più colorati e vivaci appaiono gli aff eschi nei riquadri tra le finestre e |
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