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Architettura della villa Veneta |
LA STORIA: .Questa grande villa venne fatta costruire nella seconda metà del Cinquecento (fu iniziata nel 1558) dalla nobile e potente famiglia Contarini.Ogni famiglia nobiliare aveva un palazzo a Venezia, ma anche due o tre, perfino dieci ville in Terraferma. La famiglia Contarini aveva ben diciotto ville, una delle quali era proprio questa eretta nella collina asolana. IL SECOLO. Nel Cinquecento l'uso della facciata affrescata, caratteristico delle ville veneziane si diffonde anche in Terraferma.Ne abbiamo degli esempi nel Barco della regina Cornaro e in questa villa,Contarini-Armeni.La villa del Cinquecento generalmente è a pianta cubica come il palazzo urbano veneziano,ma questa villa della seconda metà del secolo sembra anticipare i palazzi a pianta rettangolare allungata del Seicento. L' ARCHITETTURA: L' edificio, che si presenta compatto ed imponente, è a pianta rettangolare e, per la forma, più che una villa, ricorda un vero e proprio palazzo: l' enorme fronte misura ben undici assi allineati simmetricamente.Esternamente presenta un' architettura estremamente semplice che si limita al ritmo dei fori aperti sulla parete, tutti rettangolari, anche nella sezione mediana, dove il salone al piano nobile è evidenziato all'esterno da una porta con balaustra di ferro.Manca qualsiasi aggetto ed il motivo del tempio, così caro a Palladio, trova un'eco soltanto nel timpano, sormontato da tre statue sugli accroteri.Gli affreschi che ornano i vuoti della facciata sono del bresciano Lattanzio Gambara (1530-1574). I motivi ornamentali equadraturistici (pilastri,mezze colonne, figure in monocromo delle virtu') si sono meno conservati, mentre più colorati e vivaci appaiono gli affreschi nei riquadri tra le finestre e in particolare, di dimensioni maggiori raffigurante una scena biblica, come dal resto, anche gli altri sei. GLI ANNESSI: La villa sorge sul versante posto a mezzogiorno di una collina punteggiata di olivi che ne fa da sfondo.Dall' ampia spianata antistante si ammira un panorama incantevole, dovunque si spinga lo sguardo. La barchessa su agili colonnine ad oriente, mentre a ponente sorge la chiesa privata, dal caratteristico tetto, fatto costruire dai Padri Armeni, precedenti proprietari. CURIOSITA': Un passaggio sotterraneo e segreto, una grotta scavata sotto la collina, mette in collegamento la villa ad una palazzina, denominata "il Fresco", collocata a settentrione della stessa collina. Questo corridoio sotterraneo permetteva quindi di avere una casa soleggiata e una all'ombra, una ufficiale e una segreta, costituita da una sola grande stanza. Il Fresco è una villetta costruita più tardi, nel XVIII secolo, e che rispetta le più antiche tradizioni della villa veneta: pianta quadrata, agile porticato in bugnato gentile al pianterreno, fori con stipiti in pietra. Al piano nobile un'apertura tipo serliana sottolineata da poggiolo in pietra, conferisce importanza alla sezione mediana che termina con timpano rialzato, dentellato, che si raccorda al tetto con due curve barocche, schiacciate. Pigne sugli acroteri e agli angoli. Il villino è fiancheggiato da due alti cipressi, forse coevi, che le fanno da pittoresca cornice. |
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