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storia di Asolo |
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Architettura della villa Veneta |
STORIA La villa fu costruita nel 1600 dalla nobile famiglia De Bradis, fu poi degli Scotti e di Roberto Browning, figlio del poeta inglese che cantò la bellezza di Asolo. IL SECOLO Nel Seicento sopravvive il modello palladiano, ma sempre più spesso vengono abbandonati colonnati e pronao per architetture più grandiose e palazzotti a pianta rettangolare allungata perché prevalgono sempre più il gusto per la spettacolarità e il desiderio di stupire, secondo lo spirito esibizionista del secolo. L' ARCHITETTURA L'edificio a pianta rettangolare, allungata, più di ogni altra villa asolana ricorda per forma e posizione un vero e proprio palazzo: l' enorme facciata misura ben 13 assi allineati simmetricamente. Una particolare attenzione venne riservata dai costruttori alla situazione ambientale: l' edificio si sviluppa seguendo l' andamento orizzontale del crinale del colle sulla cui sommità sorge la Rocca. Preceduta da una grande e scenografia scalinata con giardino digradante a terrazze, la villa si erge con la sua mole imponente e maestosa sulla piazza della nostra cittadina. L' enorme estensione delle ali laterali rischiava di penalizzare la sezione mediana che è stata resa più importante: il portone d' ingresso rettangolare è sovrastato da grande trifora con elegante balaustra in pietra, al secondo piano altra trifora pure con poggiolo in pietra, superiore stemma marmoreo e frontone sopraelevato. Pigne sugli acroteri e sui cornicioni. GLI ANNESSI. Sul lato a settentrione, un' unica barchessa con porticato murato e di modeste dimensioni in rapporto all' ampiezza dell' edificio padronale, testimonia che Villa Pasini fu fin dall' inizio un palazzo urbano più che una villa cui facesse capo una tenuta agricola. Fu certamente adibita ad abitazione permanente e non soltando alla villeggiature estiva. CURIOSITA'. Attualmente questa villa- palazzo come del resto altre nella nostra zona, è stata rivelata per due terzi da un industriale della calzatura sportiva, simbolo del modello economico vincente del nord- est. Potremmodire che agli abili e fortunati commercianti veneziani si sono sostituiti nella proprietà gli altrettanto abili e intraprendenti industriali del Veneto. Anche questi ultimi, forse ispirati dalla monumentalità dei luoghi in cui hanno avuto la fortuna di risiedere, hanno profuso ingenti somme per abbellire, impreziosire e rendere uniche queste ville che tornano al loro antico splendore.
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