VILLA SERENA
 
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LA STORIA 

La Villa, o più propriamente, il Palazzo,di proprietà dei nobili Fietta, è stato ristrutturato nel Settecento dall'architetto veneziano Giorgio MASSARI (1686c.1766) e sorge su un preesistente edificio di architetture gotica, costruito a ridosso delle mura delle città, nell'angolo rientrante, vicino alla Torre Dieda e quindi non ha una pianta regolare (quadrata o rettangolare) come le altre ville. A mezzogiorno, su una parete gotica, molto in alto, si ammira ancora lo stemma dei da Carrara di Padova, sotto la cui signoria vennero erette le mura di Asolo, per un tratto inglobate in questo affascinante edificio che ci parla di tempi molto lontani.

IL SECOLO                                                            

Un buon numero di ville che ancor oggi si incontrano nel Veneto appartenente al Settecento, non solo perché sorsero allora molte nuove costruzioni ma anche perché in quel secolo quasi tutte le architetture del passato ebbero arricchimenti e trasformazioni. Ritroviamo i consueti tipi di architettura variamente ricombinati: le ville-palazzo, le ville-tempio,le case con porticato e loggia, la casa a pianta  cubica-veneziana con la sezione con la sezione mediana spesso sopraelevata a timpano che si ricorda agli spioventi del tetto e talvolta la villa diventa imponente, monumentale.Nelle ville del Seicento e del Settecento,ebbero molta importanza i giardini e una serie di costruzioni come sedre ,cedraie , belvederi, grotte, pagode, labirinti, costruiti  per abbellire i parchi.Sia nelle dimensioni architettoniche che nelle decorazioni pittoresche e scultoree predomina sempre più il gusto esuberante e capriccioso del barocco (foto a pag 135 di Canova ).Nell' asolano , tuttavia , l'archittetura reagisce al barocco con il rifiuto di forme ed elementi festosi, pesanti ed inutili, un po  concedendo alla monumentalità, ma accentuando la sobrietà che di solito caratterizza anche gli altri edifici della zona collinare.    

ARCHITETTURA

Il prospetto verso la strada è costruito su due piani ad angolo rientrante e di diseguale estensione per cui la parte centrale risulta spostatasull'angolo, ma è ugualmente bella.

Il pianterreno a bugnato è chiaroscurato da tre grandi archi, con cornice a bugne aggettanti. Queste arcate creano lo spazio coperto per "la comodità" di chi abita la casa, come sottolinea Palladio.

L'arcata centrale ospita l'ingresso costituito da un maestoso portone centinato, con cornice in pietra.

La prima impressione che se ne ha è un edificio severo e possente, ma alzando lo sguardo la nostra impressione è subito stemperata dall'eleganza del piano nobile impreziosito da strutture veneziane e ricchezza di ornati.

Gli alti fori centinati sono arricchiti da bei poggioli di marmo aggettanti. Sotto le finestre corre un doppio nastro di cornicione che collega la trifora centrale al resto del fabbricato e costituisce anche la cornice superiore ed inferiore delle belle balaustre.

La trifora è sovrastata da cornice che si incurva sul foro centrale, forse unica concessione al gusto barocco.

Atrio a pian terreno con cinque belle statue del Marinali, quattro porte architravate e l'accesso alle scale, fra i pilastri a bugnato.

La facciata sul giardino è di tipo secentesco e assai armonica per la felice distribuzione dei fori che al piano nobile mantengono il motivo del poggiolo in marmo.

Al piano terra un maestoso portone centinato e architravato, con cornice bugnata e due finestre laterali bugnate all'altezza dell'arco. A mezzogiorno un maestoso portale in pietra, con fastigio a lunetta e raccordi laterali, immette nel giardino antistante.

Perpendicolare al portale giunge un vialetto pergolato come nella migliore tradizione umanistica (vedi Poliphilo). Sul parco sorgeva una parte del teatro romano.

Un maestoso salone conduce al piano nobile dove le stanze sono impreziosite da stucchi policromi. Particolarmente ricca di stucchi è la sala da pranzo: uno di essi rappresenta una città vista da lontano e un altro raffigura il portale di pietra che immette nel giardino. Pozzo interno. Grazioso angolo di giardino racchiuso tra antiche mura.

ANNESSI

La barchessa di ponente si apre in cinque alte arcate su pilastri a bugnato gentile. Poichè lungo le arcate della barchessa non sono state operate le consuete aperture di fori, probabilmente essa fungeva da passaggio coperto verso l'edificio forestiera terminale.

La barchessa di levante è ad archi ciechi e porte architravate, ornata da un attico in cui un tempo si aprivano delle finestre ad ovato. Nella barchessa si conserva una bella 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il prospetto verso la strada è costruito su due piani ad angolo rientrante e di diseguale estensione, per cui la parte centrale risulta spostata sull'angolo, ma è ugualmente bella.