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Architettura
della villa Veneta
Breve
storia di Venezia
Giardini
Precorso
tra le ville
I
commerci
La villa nei secoli
Villeggiatura |
Il di villa
come espressione del bisogno dell'uomo di vivere a contatto con la natura è rimasto
inalterato nei secoli.
I ROMANI.
I Romani con Vitruvio distinguevano tra villa rustica,
la villa "dell'utile", al centro di un'azienda agricola
e la villa di tipo urbano, costruita nei pressi della città
per accedervi nel tempo libero, luogo per il riposo, il divertimento,
il raccoglimento e lo studio. La villa dell'otium è un
complesso architettonico caratterizzato da un accentuato individualismo:
accanto alla parte residenziale sorgono fabbriche accessorie
come le terme, il teatro, la biblioteca e il tutto costituisce
un sistema autosufficiente di edifici aperti al paesaggio circostante
attraverso cortili-giardino, belvedere e terrazze. Ne sono esempi
le Ville di Baia e Posillipo, la Villa dei Misteri a Pompei,
la Domus Aurea di Nerone a Roma, Villa Adriana a Tivoli.Con le
invasioni barbariche viene travolto il sistema politico e sociale
romano e si ha un decentramento del potere e della ricchezza
I nuovi potenti delle province creano nelle zone di confine vasti
latifondi di tipo pre-feadale. Le loro ville sono dotate di capienti
portici, dove porre i prodotti dei campi e grandi logge dalle
quali il signore assiste alle cerimonie in suo onore.
MEDIOEVO.
Durante i secoli del Medioevo la complessa organizzazioneagricola
romana cede il posto al feudo che ha la sua espressione nel castello,
complesso chiuso e arroccato in posizione difensiva nei confronti
dell'esterno. Alcune sue caratteristiche come merlature, torricelle,
fossati, recinzioni si conserveranno nelle ville del Quattrocento
e del Cinquecento.
I COMUNI.
Nella civiltà dei Comuni la borghesia, arricchita
con l'artigianato e il commercio, ama costruirsi appena fuori
le mura civiche belle dimore che ci ricordano quelle suburbane
Romani, anche se non vi è una diretta derivazione delle
une dalle altre.Uguale è però il bisogno di vivere
a contatto con la natura per cui al borghese dell'età
dei Comuni basta una casa con un podere allietato da una pergola
e qualche albero da frutto per sentirsi felice.
LE SIGNORIE.
Con l'avvento delle Signorie si moltiplicano le regge
e i palazzi dove il Signore vive lussuosamente tra feste,banchetti
e tornei, attorniato da artisti e uomini di cultura.Nel Veneto
si fa sentire l'influsso della cultura cavalleresca delle corti
europee e a Treviso, in particolare, la raffinata tradizione
trovadorica, portata da esuli provenzali.La cultura e gli ideali
del mondo cortigiano delle Signorie diventeranno un modello per
il futuro signore veneziano.
PRE-UMANESIMO.
Francesco
Tetrarca fu il primo Grande che intorno alla metà del
Trecento, in epoca quasi moderna, celebrò la vita in campagna,
a contatto con la natura, in un'atmosfera semplice e raccolta,
ideale per dedicarsi allo studio dei classici, alla poesia e
a nobili svaghi tra orti e giardini.La natura è idealizzata,
quasi idilliaca, vista con gli occhi del letterato. Tetrarca
non menziona mai la fatica che la campagna comporta per i contadini.Il suo stile di
vita sarà imitato e in seguito alcuni umanisti veneti
ameranno risiedere in campagna e nel Cinquecento anche Alvise
Cornaro e Giangiorgio Trissino.
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