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La
Cattedrale di Asolo rappresenta il cuore antico
della città. Lo
è geograficamente, storicamente e spiritualmente. Centrale, data la sua
collocazione nel piano sottostante alla Piazza Garibaldi, la Cattedrale indica
la sua presenza attraverso lo svettante campanile. Semplice e sobrio come si
addice al paesaggio asolano, il campanile si aggiunge agli altri vertici della
città che sono la Torre dell’orologio e la Torricella da una parte e sul
fondo l’antica Rocca, posta in vetta al Colle
Ricco come un diadema. Il
Duomo di Asolo detiene il titolo di Cattedrale. Asolo infatti fu sede vescovile
dal sec.VI fino al 969 ed è tuttora sede titolare. Titolare della Cattedrale è
la Vergine assunta, come è bene indicato dal mosaico della facciata e
soprattutto da tre pregevoli dipinti che si ammirano all’interno: la celebre
Assunta di Lorenzo Lotto, la pala di Jacopo da Ponte e la fedele riproduzione
dell’Assunta di Tiziano, eseguita da Lattanzio Quarena. Patrono della città
è invece S. Prosdocimo il quale, secondo la tradizione, oltre ad essere stato
il primo Vescovo di Padova, sarebbe stato anche l’instancabile evangelizzatore
di varie località venete, Asolo compresa. La
Cattedrale di Asolo risale con ogni probabilità alla fine del sec.V e fu la
prima chiesa intra moenia, cioè entro le mura cittadine. La prima chiesa di
Asolo fu invece quella extra moenia dei S. S. Gervasio e Protasio, costruita nel
sec. IV lungo il Foresto Vecchio e demolita nel 1819. La secolare storia della
Cattedrale è scandita dai ben cinque pavimenti che lungo i secoli si
sovrapposero l’uno all’altro, nascondendo i resti della città romana. Gli
scavi del 1930 portarono alla luce, sul lato nord della chiesa, un’ampia vasca
rivestita di marmo bianco di paro, la quale, secondo gli esperti, potrebbe
essere servita in antico come fonte battesimale. Sempre in occasione di quegli
scavi, venne alla luce anche un grazioso affresco cinquecentesco della Madonna
con il Bambino, affresco che formava la lunetta della porta settentrionale
d’ingresso e che ora è addossato al muro della cattedrale nella Loggia di
Piazza Garibaldi. Ritornando
alla Cattedrale va osservato che le trasformazioni avvenute lungo i secoli,
dovute al logorio del tempo, a indebite manomissioni, a funeste spogliazioni
come quella fatta dai francesi nel 1797, ma dovute anche ad oculate acquisizioni
o a trasferimenti di oggetti da altre chiese (Altari, simulacri, coro), hanno
formato quell’insieme che costituisce oggi il segno della sua storia più che
un armonico disegno architettonico.
Di
fronte all’entrata laterale della Cattedrale si trova l’Oratorio del Cristo
nel quale è custodito un grande e impressionante Crocifisso in legno attribuito
al Torretto, da sempre oggetto di grande devozione degli asolani, affiancato da
quattro statue lignee del Torretto che rappresentano S. Giovanni Battista, la
Madonna Assunta, S. Michele Arcangelo e S. Ubaldo.
Entrando
nella Cattedrale, si resta subito colpiti dalla candida luminosità del disegno
architettonico e in particolare dal doppio ordine di pilastri che sostengono
l’elegante soffitto a crociera, costruito nel 1747 su disegno di Giorgio
Massari. Lo sguardo è poi attirato dalla gigantesca pala dell’Assunta che
troneggia sul fondo dell’abside da cui sembra quasi debordare, segno che
quella non fu la sua collocazione originaria. Contemplando quella pala, si ha
l’impressione di trovarsi nella Chiesa di S.Maria Gloriosa dei Frari a
Venezia, dove si trova il capolavoro del Tiziano. La pala di Asolo è infatti
una sua fedele riproduzione, di buona fattura, eseguita da Lattanzio Quarena nel
1840. I
dipinti più pregevoli della Cattedrale sono collocati lungo la parete nord e
sono i seguenti: I
La
celebre Assunta di Lorenzo Lotto (1480-1556), riportata di recente all’antico
splendore da una accurata opera di restauro. Qualche critico vi ravviserebbe
piuttosto la Vergine Immacolata; ma che si tratti dell’assunta è provato tra
l’altro dalla perfetta somiglianza, sia nell’atteggiamento che nella serietà
del volto, con la Madonna Assunta (con gli Apostoli che protendono le mani al
cielo) di una tavola dello stesso Lorenzo Lotto, esposta nella Pinacoteca di
Brera a Milano.
Sempre
sul lato sinistro della chiesa vi è quanto è rimasto del polittico di S.
Girolamo. Infatti la predella, riproducente tre episodi della vita del Santo, è
finita alla Pinacoteca di Brera a Milano. Si discute se questo dipinto sia da
attribuirsi a Lazzaro Bastioni (1449-1512) oppure del meno noto figlio
Sebastiano. Interessante è la Pietà della cimasa.
Alquanto
pregevole è la pala dell’Assunta di Jacopo da
Ponte, dalla quale, nel
restauro del 1950, venne defalcata la parte superiore che rappresentava la
SS.Trinità in atto di accogliere la Vergine Assunta (trattandosi, si pensò, di
una grossolana aggiunta). Questa stupenda opera fu nuovamente restaurata nel
1992 e riportata così alla vivacità e ai colori originari.
Altri
dipinti di modesto valore sono: in fondo alla parete nord la Madonna con il
Bambino e santi; sugli altari a sinistra e a destra del presbiterio la Madonna
del Rosario dello sconosciuto Augusto Cantoni (1856) e il S. Valentino di L. Da
Rios; e sul lato destro della chiesa la seicentesca Madonna del Rosario di un
allievo di Girolamo da Ponte, l’Agonia di S. Giuseppe di un anonimo veronese e
il S. Lorenzo Martire di ignoto, alquanto ossidato e quindi oscuro.
Sopra
l’Altare Maggiore fa bella mostra il copricielo in legno, in stile
settecentesco fiorito, installato nel 1772. Del ‘700 è pure la Cattedra
Vescovile sul lato sinistro del presbiterio. Il coro proviene dalla chiesa di S.
Girolamo, demolita nel primo ‘800. Sopra l’entrata centrale della chiesa si
ammira la seicentesca cantoria con il suo stupendo organo costruito nel 1761 e
più volte restaurato.
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| Pianta della cattedrale | ||||||||||||||||||