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LORENZO LOTTO Lorenzo Lotto nasce a Venezia nel 1480 e muore nel luglio del 1557. Era giovanissimo e quasi adolescente quando andò per la prima volta nelle Marche, poi ripetutamente vi tornò sempre dipingendo e lasciando in varie città i suoi capolavori. Soprattutto Loreto e Recanati usufruirono di questa attività ed oggi conservano gelosamente il patrimonio di opere importanti che egli vi ha realizzato. Passò gli ultimi due anni della sua vita come oblato della Santa Casa. Dunque qui si trovano vari suoi lavori, qui è il nuovo luogo incognito della sua sepoltura, qui possiamo reperire preziosi documenti che lo riguardano. Si pose alla scuola dei pittori più grandi con volontà costante di apprendimento non pedissequo e tensione inesausta di emulazione, riuscendo a cogliere nella realtà naturale e in quella interiore zone ad aspetti che altri non avevano saputo esprimere. Fino alla più tarda età, quando la vecchiaia lo andava ormai "avvolgendo" con la sua solitudine, imparò da tutti, non copiò da nessuno, in uno sforzo incessante e riuscito di personale originalità. I contemporanei, pur elogiandolo, non seppero individuare totalmente i suoi meriti. Compì nella oblazione religiosa di sè e delle sue cose al "santo luogo" di Loreto, l'atto finale riassuntivo del dono spirituale di sè agli uomini che per tutta la vita avevano realizzato con la sua arte.
La pala di Asolo raffigura la Madonna Assunta e i santi Antonio Abate e Ludovico da Tolosa. Il dipinto è firmato e datato 1506; nell'iscrizione, posta in basso al centro, compare anche una parola di dubbia interpretazione che gli studiosi leggono come "Junior" (da riferirsi li nome dell'artista : "il giovane") o come "Junio" ( "giugno", a precisazione della data ). Il soggetto raffigurato non è, come alcuni ritengono, un'Assunzione della Vergine, ma piuttosto una sua apparizione: all'evento non assistono infatti gli apostoli, ma due santi rapiti dall'estasi mitica della visione. Sono sant'Antonio abate e san Ludovico di Tolosa, entrambi collegati all'attività svolta dai Battuti, che gestivano un ospedale per la pura dei poveri e dei malati: il vecchio eremita, infatti, era tradizionalmente invocato per la protezione delle malattie, mentre il giovane vescovo, ritratto in una veste sgargiante, rinunciò al titolo mobiliare per dedicarsi alla cura dei bisognosi. Lotto pone la scena in uno spazio aperto e assolato, che tra le quinte degli alberi si dipana fino allo sfondo in un brano di alta poesia. La critica ha evidenziato lo stretto rapporto tra questa pala e quella dipinta da Giovanni Bellini e bottega per la chiesa di santa Maria degli Angeli a Murano, anch'essa incentrata sull'apparizione della Vergine Assunta a un gruppo di otto santi tra cui Antonio e Ludovico. E' stato inoltre ipotizzato il dipinto asolano si debba leggere come una celebrazione dell'Immacolata Concezione di Maria: il tema sarebbe tra l'altro adombrato dalla simbologia di alcune delle venti diverse specie vegetali fedelmente dipinte da Lotto nella scena. Inoltre si è riconosciuto nel volto della Vergine un ritratto nascosto di Caterina Cornaro, già regina di Cipro e di Gerusalemme e allora la signora di Asolo, celebrata per la sua castità: se così fosse si potrebbe ragionevolmente attribuirle la commissione del dipinto lottesco.
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